In un podcast il figlio di Luigi Giuliano e Carmela Marzano raccontava la propria vita in mondo di camorra: i genitori lo avevano smentito pubblicamente.
Salvatore Giuliano, figlio di Luigi, "Lovigino" Giuliano e di Carmela Marzano
Un anno e mezzo di silenzio, poi in un sabato napoletano torrido, il terremoto nella famiglia Giuliano del rione Forcella, un cognome che racconta anni e anni di criminalità organizzata a Napoli. Alla lettera firmata da Luigi "Lovigino" Giuliano e Carmela Marzano – ex boss di Forcella e sua consorte – che accusa il figlio Salvatore Giuliano di raccontare «soltanto menzogne» nei podcast e sui social, il giovane replica con la stessa moneta. E diffonde, attraverso il suo avvocato, Luca Illiano, un comunicato personale replicando colpo su colpo: «Non ho mai mentito».
La disputa familiare più esposta d'Italia – almeno nell'ambiente che ruota intorno al rione Forcella e alla sua storia criminale – si arricchisce di un nuovo capitolo. Al centro c'è il podcast "La Tigre", pubblicato da Giuliano jr. circa un anno e mezzo fa, in cui racconta la propria vita da figlio dell'ex boss, la relazione con Luana Savarese, figlia di Mario Savarese, già braccio destro del boss Giuseppe Misso, e il dolore di essere cresciuto dentro una cultura camorristica. Luigi Giuliano, 76 anni, collaboratore di giustizia, e Carmela Marzano avevano rotto il silenzio questa mattina con una lettera diffusa dall'Ansa Campania, nella quale negavano ogni «guerra» con la famiglia della nuora e bollavano il racconto del figlio come un «prodotto commerciale» costruito su falsità.






