Pubblicato il: 30/05/2026 – 15:56

ROMA «In ragione dell’assoluta specificità dell’oggetto della concessione, nonché della unicità e complessità tecnica, economica e finanziaria dell’opera da costruire, il Piano esaminato, pur potendosi considerare adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto, richiede l’introduzione e il rafforzamento di alcuni presidi, come sopra illustrato, sia nel Pef/Pfr sia nella Convenzione». Così l’Autorità dei trasporti nel suo parere, emesso nei giorni scorsi sul Piano economico del Ponte sullo stretto. L’Autorità rileva che «il piano non può essere considerato uno strumento statico, dovendo piuttosto essere accompagnato da un sistema di monitoraggio strutturato, idoneo a verificare nel tempo la coerenza tra avanzamento dell’Opera, costi effettivi, previsioni di traffico, assetto delle componenti stradale e ferroviaria e allocazione dei rischi», ed evidenzia l’esigenza che il monitoraggio dell’attuazione «consenta di verificare nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del progetto nel suo complesso, la corretta allocazione dei rischi tra i soggetti coinvolti e la congruità delle tariffe di pedaggio rispetto ai costi effettivamente sostenuti e ai livelli di servizio che saranno resi all’utenza».