Moussa Sangare è stato condannato all’ergastolo il 25 febbraio scorso per l’omicidio di Sharon Verzeni. A tre mesi dalla sentenza di primo grado, la Corte ha depositato le sue motivazioni.

Moussa Sangare scortato verso il Tribunale per la prima udienza per l’omicidio di Sharon Verzeni (foto da LaPresse)

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Fu una "caccia notturna protrattasi per 40 minuti" in cerca della "preda" ideale. Stando a quando emerge, Moussa Sangare avrebbe ucciso per "noia" Sharon Verzeni nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d'Isola (in provincia di Bergamo). La donna, 33 anni, era uscita di casa per una passeggiata, era stata aggredita alle spalle mentre ascoltava la musica nelle cuffiette e guardava le stelle. Fu ferita a morte con quattro coltellate.

Il giovane, oggi 32enne, era stato arrestato un mese dopo il fatto. Inizialmente aveva negato le accuse, poi aveva confessato il delitto affermando di aver ucciso la donna "per noia". Infine avrebbe ricambiato ancora la sua versione e durante le prime udienze del processo celebrato in Corte d'Assise, aveva ritrattato dichiarandosi innocente e cambiando anche avvocato. Ma al termine di lunghe e complesse indagini, Moussa Sangare è stato condannato all'ergastolo il 25 febbraio scorso. A tre mesi dalla sentenza di primo grado, la Corte ha depositato le sue motivazioni.