La Corte ha accolto la richiesta del carcere a vita, ribadita in aula dal pm Emanuele Marchisio: "Non è pazzo e non ha agito a casaccio". Mentre l'avvocata Tiziana Bacicca, legale di Sangare, ha annunciato ricorso: "Siamo di fronte a un narciso impenitente, che ha deciso di sacrificare la vita umana al proprio ego, che si è servito di Sharon per provare un'emozione". La pubblica accusa ha sottolineato, tra gli altri, un punto della memoria difensiva depositata da Bacicca. Secondo l'avvocata, gli inquirenti non approfondirono la pista di una "relazione clandestina" della vittima, "scegliendo di accontentarsi della confessione di Sangare", che andava "presa con le pinze", perché resa da un "soggetto disturbato". La pista di una storia 'clandestina' della donna non è mai emersa, né dalle mail, né dalle chat. "Noi investigatori siamo sacrificabili, non lo è, invece, Sharon, la sua memoria, e in ciò la difesa è stata oltraggiosa", ha detto Marchisio, "non ci siamo accontentati, perché abbiamo verificato punto dopo punto la confessione" dell'imputato, resa tre volte, prima della sua ritrattazione in aula.
Sharon Verzeni, Sangare condannato all'ergastolo: uccise per "provare un'emozione"
È stato condannato all'ergastolo Moussa Sangare per la morte di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 20...










