Voleva provare "forti emozioni" e "per noia" ha ucciso con la lucidità e la freddezza "di un sicario professionista": questo sottolineano i giudici nelle motivazioni della sentenza con cui Moussa Sangare è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Sharon Verzeni, la 33enne accoltellata, mentre faceva jogging, nella notte del 30 luglio 2024 a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo. Il 32enne del Mali ha avuto un atteggiamento "mistificatorio e ingannatore, spudoratamente assunto fin dalla prima udienza e anche alla presenza dei famigliari e del convivente" di Sharon.
Nelle centoventi pagine di motivazioni i giudici definiscono "granitiche", "ponderose", "univoche" e "coerenti" le prove raccolte dai carabinieri del Nucleo investigativo con il pm Emanuele Marchisio. E sottolineano il 'fare "quasi canzonatorio" di Sangare nel sostenere una "versione difensiva palesemente inattendibile" (aveva raccontato di aver visto solo la lite tra Sharon e l'assassino) "mendace", "illogica", "apodittica" stigmatizzano la sua "radicale carenza" di pentimento.
Una perizia psichiatrica ha spazzato ogni dubbio sulla sua capacità di intendere e di volere al momento del fatto e di stare in giudizio. E non ci sono stati dubbi sulla premeditazione perché quella di Sangare fu una "caccia notturna protrattasi per 40 minuti" alla ricerca della "preda" ideale.










