I lavori considerati “gravosi” danno diritto ad andare in pensione ignorando gli aumenti dell’età pensionabile che scatteranno nel 2027. L’Inps ha chiarito con una circolare che l’elenco di questi lavori è stato aggiornato, per evitare fraintendimenti o errori tecnici: ecco quali sono.

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Nel 2027 entrerà in vigore il primo aumento dell'età pensionabile dal 2019: la maggior parte dei lavoratori dei lavoratrici si troverà a dover lavorare un mese in più per poter andare in pensione, e un altro scatto di due mesi arriverà nel 2028. Tuttavia, ci sono delle categorie che possono evitare questo incremento. Si tratta di coloro che svolgono dei lavori considerati "gravosi": l'elenco ufficiale è stabilito per legge, e negli ultimi anni l'Istat ha aggiornato i codici con cui indica questi lavori. Perciò, con una nuova circolare, l'Inps ha chiarito che effetti ha questa nuova classificazione e quali sono le mansioni che eviteranno lo scatto dei requisiti.

I lavori gravosi per definizione sono quelli per i quali serve "un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo". Farli per almeno sette degli ultimi dieci anni di lavoro (o per almeno metà della vita lavorativa) dà diritto alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata senza applicare aumenti dell'età pensionabile. In più, un elenco leggermente diversi di lavori gravosi dà diritto all'Ape sociale. I lavoratori che possono andare in pensione senza aumenti di età L'Inps ricostruisce i passaggi tecnici che si sono stati negli anni per arrivare a un elenco delle professioni gravose che danno diritto a evitare gli aumenti di età pensionabile. Ad oggi, si fa fede all'elenco allegato un decreto interministeriale del 2018. La lista include: