Cambiano i codici Istat delle professioni considerate “gravose”, ma non i diritti dei lavoratori coinvolti. Con un nuovo messaggio, numero 1808 del 29-05-2026, l’Inps ha chiarito come dovranno essere interpretate le nuove classificazioni professionali introdotte dall’istituto ai fini dell’accesso alla pensione anticipata per i lavoratori precoci, alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata senza l'applicazione dell'aumento dei requisiti pensionistici (in sostanza l'età di uscita) agli incrementi della speranza di vita nonché all’Ape sociale (in scadenza, salvo ulteriore proroga il 31 dicembre 2026). Cosa cambia dal 2027 Il chiarimento arriva in un momento delicato per il sistema pensionistico. L'ultima legge di Bilancio ha infatti confermato che dal 2027 scatterà un nuovo adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita. Tuttavia, alcune categorie di lavoratori gravosi continueranno a essere escluse dagli aumenti. Per questi lavoratori resteranno congelati i requisiti anagrafici e contributivi necessari per andare in pensione.

Dal 1° gennaio 2027 scatterà un nuovo aumento dei requisiti per andare in pensione. La stretta introduce un adeguamento graduale legato all’incremento della speranza di vita: un mese in più nel 2027 e altri due mesi dal 2028. Una misura che modifica sia la pensione di vecchiaia sia quella anticipata, ma che lascia fuori alcune categorie considerate particolarmente gravose.L'ultimo messaggio dell'Inps L’obiettivo del chiarimento dell'ultimo messaggio dell'Inps è evitare che un semplice cambio di codice professionale faccia perdere alle attività cosiddette gravose il mantenimento dell'accesso - senza modifica dell'età a partire dal 2027 - alle pensioni di cui abbiamo già parlato.L’Inps, in sostanza, ha chiarito come dovranno essere interpretate le nuove classificazioni ISTAT delle professioni gravose dopo il passaggio dalla vecchia codifica CP2011 alla nuova classificazione CP2021.L’Istituto ha ritenuto necessario precisare quali nuove classificazioni professionali corrispondano alle vecchie categorie già tutelate dalla normativa previdenziale.Perché interviene l’Inps Dal 2023 l’Istat ha adottato la nuova classificazione delle professioni CP2021 e, da aprile 2025, i nuovi codici sono stati inseriti anche nelle comunicazioni obbligatorie UNILAV utilizzate per certificare i rapporti di lavoro.Il rischio era che il cambiamento tecnico delle codifiche potesse creare problemi nel riconoscimento dei benefici previdenziali destinati ai lavoratori gravosi. In altre parole, professioni già considerate tutelate avrebbero potuto non essere immediatamente riconosciute nei sistemi amministrativi a causa della nuova numerazione ISTAT.Per questo motivo l’INPS, d’intesa con il Ministero del Lavoro, ha pubblicato le corrispondenze ufficiali tra i vecchi codici professionali e quelli nuovi.APE sociale e pensioni agevolate: regole diverse Il messaggio chiarisce inoltre un aspetto spesso poco compreso: non tutte le misure previdenziali dedicate ai lavori gravosi utilizzano gli stessi elenchi professionali.Per l’Ape sociale – l’indennità che accompagna il lavoratore fino alla pensione di vecchiaia – valgono le professioni indicate nell’allegato 3 della legge 234 del 2021. In questa categoria rientrano, tra gli altri, le professioni qualificate nei servizi personali e gli operatori della cura estetica.Diverso invece il caso della pensione anticipata per i lavoratori precoci e delle pensioni escluse dall’adeguamento alla speranza di vita previsto per il biennio 2027-2028. Qui il riferimento normativo resta l’allegato A del decreto ministeriale del 5 febbraio 2018.Tra le professioni interessate figurano gli addetti all’assistenza personale, categoria per la quale l’Inps ha confermato la corrispondenza tra il vecchio codice ISTAT CP2011 e il nuovo codice CP2021.Domande da riesaminare L’Inps conclude precisando che le domande relative all’Ape sociale e alle altre prestazioni previdenziali interessate dovranno essere valutate – o eventualmente riesaminate – tenendo conto delle nuove corrispondenze tra classificazioni professionali.