Nella notte dei playoff il Monza conquista la massima serie, ma la squadra di Aquilani firma un'impresa epica che va oltre il verdetto del campo, restituendo dignità e passione a un'intera regione.
Il verdetto del campo premia il Monza, a cui va il merito di aver centrato la promozione in Serie A, ma la narrazione di questa sfida appartiene interamente a chi ha saputo trasformare un divario economico e societario in un’epopea sportiva. Fin dall’inizio della stagione, la compagine lombarda disponeva di tutti i mezzi tecnici e finanziari per completare il salto di categoria. Sull’altro fronte, il Catanzaro si presentava all’appuntamento con la storia gravato da un’assenza dalla massima serie lunga ben 43 anni e con risorse non paragonabili a quelle dei rivali. È stata la classica sfida tra Davide e Golia, un confronto in cui il cuore ha colmato il gap con i giganti del torneo.
L’illusione e l’impresa sfiorata al ritorno
Il percorso dei giallorossi guidati da Alberto Aquilani resta straordinario. Dopo aver eliminato il Palermo, la squadra ha dovuto incassare un pesante 0-2 nella gara d’andata tra le mura amiche, un risultato che avrebbe piegato chiunque ma non questo gruppo. Sul terreno di gioco del ritorno, il Catanzaro è sceso in campo con l’imperativo di vincere e ha letteralmente dominato la sfida, restituendo lo 0-2 e pareggiando i conti complessivi. Solo un regolamento playoff rigido, che penalizza chi ha ottenuto il peggior piazzamento nella stagione regolare, ha negato ai calabresi una gioia che sul campo avrebbero ampiamente meritato.














