HomeCronacaInchiesteZecche sull’uomo, qual è il rischio in città e cosa c’entrano i topi, “formidabili serbatoi di patogeni”Maurizio Ruscio, medico che cura da una vita le malattie trasmesse da questi parassiti: “Da qualche anno il cambiamento climatico ha sovvertito tutto. A maggio sono attive le ninfe di zecca, che provocano il 95% di infezioni. Animali capaci di grande adattamento, nel tempo sono cambiate le specie e le patologie”Le zecche proliferano a maggio, nel caldo umido. Le ninfe, lo stadio successivo alle larve, sono responsabili del 9% delle infezioni trasmesse all'uomoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 12 maggio 2026 – Ma le zecche si trovano anche in città? E quanto incide il cambiamento climatico sul loro sviluppo?
Lo abbiamo chiesto a Maurizio Ruscio, medico che da una vita studia e cura le malattie trasmesse all’uomo da questi parassiti, Lyme ed encefalite sono rispettivamente la più conosciuta e la più grave.
Zecche a maggio: sono anche in città?
“Le zecche hanno l’obiettivo di cercare un ospite, perché solo dopo un pasto di sangue possono trasformarsi nello stadio successivo – premette il medico -. Non sono tanto vincolate all’ambiente silvestre anche se naturalmente è più comune trovarle nei boschi e nei prati. Ma non si può escludere di correre rischi anche negli ambienti cittadini, possono trovarsi nell’erba ai margini dei marciapiedi dopo che sono passati i cani e soprattutto nei parchi dove vivono gli uccelli terraioli. Penso ai merli che portano le zecche attorno agli occhi e sotto le ali, una volta finito il pasto i parassiti si lasciano cadere. Quindi il rischio è diventato un po’ ubiquitario e su questo non c’è grande sensibilità, continuo a vedere persone che si sdraiano tranquillamente sull’erba”. Zecca marginata (o gigante) ritrovata sul Carso: sono gli effetti del cambiamento climatico










