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Perché non mi persuadono del tutto le bordate di Meloni e Orsini contro l'Ue. La lettera di Michele Magno

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Caro direttore,

il nostro paese da lungo tempo è afflitto da mali che toccano ogni aspetto della vita economica: dai salari bassi alla sostenibilità del debito pubblico, dalla capacità di attrarre investimenti stranieri alla fuga dei giovani all’estero. Sono fenomeni ormai noti anche ai sassi. Perfino a Giorgia Meloni e a Emanuele Orsini, che hanno parlato all’assemblea di Confindustria del 26 maggio scorso. Ne hanno parlato, però, soprattutto per attaccare l’Ue. Beninteso, quest’ultima porta sulle sue spalle il peso di numerose e gravi colpe (Mario Draghi docet), ma non può diventare un alibi per chi non riesce a fare i compiti a casa. Tanto più per chi ancora si ostina a difendere la regola dell’unanimità quando l’Ue deve adottare decisioni strategiche.