Servirebbe più “meraviglia“ e una “cultura dei predatori“ per smetterla di polarizzare tutto perfino nel mondo animale. Perché per risolvere davvero i conflitti della convivenza come quello fra uomini e lupi, per invertire il declino della biodiversità, o iniziamo a guardare fauna e flora con “curiosità e rispetto“ o non riusciremo a colmare i divari fra la velocità del nostro progresso e le esigenze del mondo ambientale.A sostenerlo con forza è il divulgatore Leonardo Mazzeo, autore della newsletter “Bestiale” e ospite del Festival di Green&Blue il 6 giugno, narratore che fra storie di melanoceti che sembrano mostri ma in realtà sono innocue e minuscole creature o incredibili dettagli di rane capaci di “partorire dalla bocca“, ci ricorda l’importanza di ripartire dalla “curiosità” nel nostro rapporto con tutti gli esseri viventi perché solo così, e mostrando anche ciò che «non fa notizia», arriveremo a una convivenza di successo.

Lei affronta quotidianamente i temi della biodiversità. Come sceglie le storie da raccontare?

“A volte la parola “algoritmo” può sembrare brutta, ma è uno strumento importante: per sceglierle, uso proprio gli algoritmi. Frequento da sempre i social e sono ancora un fan di Facebook: dopo anni che mi occupo di questi temi è spesso dai social che riesco a imbattermi in informazioni sulla biodiversità o che mi segnalano i lettori. Da lì verifico, approfondisco e pubblico“.