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«Come in Sicilia, anche a Messina è venuto il tempo di una riflessione molto più ampia all’interno del Centrodestra. La faremo nei prossimi giorni». Il senatore, e segretario regionale della Lega, Nino Germanà, almeno in questa fase, non vuol passare tra coloro che stanno giocando alla “caccia grossa”, alla ricerca delle responsabilità per la sconfitta elettorale in riva allo Stretto (solo sulla sponda messinese, perché a Reggio Calabria il Centrodestra ha stravinto con percentuali ancora più “bulgare” rispetto a quelle registrate da Federico Basile e da Sud chiama Nord).
Ma qualche “sassolino” da togliere ce l’ha anche Nino Germanà: «Come Lega avremmo potuto rivendicare la scelta del candidato sindaco, perché negli accordi nazionali e regionali era stato stabilito che su Messina fossimo noi a dare l’indicazione. Non l’ho fatto e sono stato assolutamente leale, nel rispetto della coalizione e del candidato scelto da Forza Italia». Ed ecco il “sassolino nella scarpa”: «Purtroppo, in altre città che andavano al voto con il sistema proporzionale in Sicilia, gli alleati non hanno fatto lo stesso nei confronti della Lega. Ma va bene così...».
È evidente che ci siano cose che sono andate storte e che a Messina, nel “regno” di De Luca e Basile, sia il Centrodestra sia il Centrodestra hanno fatto una lunga serie di errori, prima, durante e forse anche dopo il voto del 24 e 25 maggio.













