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Tutto rinviato a fine maggio, dopo le elezioni nei Comuni, ma non oltre, «perché così non è bello e non è giusto andare avanti: è necessario un confronto».
Il messaggio arriva dal coordinatore della Lega in Sicilia, Nino Germanà, e suona al tempo stesso come un auspicio, rivolto al presidente della Regione, e come un pungolo a tutto il centrodestra, a cominciare da Fratelli d’Italia, che per voce del capogruppo all’Ars, Gorgio Assenza, venerdì scorso argomentava più o meno lo stesso ragionamento, chiedendo un “conclave” della maggioranza che coinvolgesse tutti i deputati, dopo l’ennesima caduta in Sala d’Ecole con voto segreto e franchi tiratori, andata in scena in settimana sulla blocco delle assunzioni nell’amministrazione regionale.
Ma la tensione lievita da mesi, per nulla sedata e anzi rinfocolata dal mini rimpasto di governo e dalla campagna per le amministrative, «dove ogni partito si assumerà la responsabilità di ciò che ha fatto», rimarca Germanà riferendosi alle spaccature tra alleati registrate in alcune città: inciampi che «rischiano di vanificare tutte le cose buone fatte dall’esecutivo Schifani, che non hanno precedenti negli ultimi 50 anni».








