La storia di Mohammed, bimbo palestinese di 10 anni, rimasto gravemente ferito a seguito di un attacco aereo israeliano che ha colpito il veicolo civile nel quale viaggiava insieme al papà, morto poco dopo: “Non parla e ha perso l’occhio sinistro, deve operarsi. Va evacuato da Gaza per essere salvato”.
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La storia che stiamo per raccontarvi è quella di un bimbo palestinese di 10 anni, Mohammed, che lo scorso 16 maggio è rimasto gravemente ferito a seguito di una esplosione provocata da un attacco aereo israeliano che ha colpito un veicolo civile nel quale viaggiava insieme al papà a Gaza City. Per l'uomo non c'è stato nulla da fare: è morto sul colpo.
Mohammed, invece, è sopravvissuto ma è quasi irriconoscibile. Ha infatti subito estese lesioni al viso, fratture alla mascella e al naso, che gli impediscono ancora oggi di parlare. Ha perso l'uso dell'occhio sinistro. Ha inoltre riportato ustioni di primo grado in varie parti del corpo, nel quale sono ancora presenti frammenti di schegge causati dall'esplosione. Al momento, si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Al Shifa di Gaza, è stato sottoposto a ventilazione meccanica e ad una tracheostomia per assisterlo nella respirazione ma non è abbastanza: necessita di un intervento specialistico e soprattutto di essere evacuato dalla Striscia per ricevere le cure necessarie. È per questo che Gaza Kinder Relief (GKR), un'organizzazione composta esclusivamente da donne che punta a fornire sostegno alle famiglie colpite dalla guerra in Medioriente, ha lanciato tramite Fanpage.it un appello all'Italia e alla comunità internazionale a nome della famiglia del piccolo Mohammed, che ancora non sa della morte del padre.






