Qui le automobili invecchiano insieme ai loro proprietari. Restano parcheggiate sotto casa per anni, attraversano stagioni, cambiano pneumatici, ammortizzatori, batterie, ma continuano a viaggiare. Non per nostalgia. Per necessità.
I dati diffusi da Facile.it raccontano che il parco auto aretino è oggi il più vecchio della Toscana, a pari merito con Grosseto: 12 anni e 11 mesi di età media per le vetture in circolazione. Quasi tredici anni. Più della media regionale e perfino sopra quella nazionale. Un numero che potrebbe sembrare solo statistica e che invece fotografa un pezzo della vita quotidiana di questo territorio.
Perché ad Arezzo l’automobile non è soltanto un mezzo di trasporto. È ancora uno strumento di lavoro, un collegamento indispensabile tra vallate, paesi, periferie e città. È la macchina con cui si parte all’alba per raggiungere la zona industriale, quella con cui si accompagna un figlio a scuola prima di prendere la superstrada, quella che percorre decine di chilometri ogni giorno perché i servizi, il lavoro e perfino la sanità spesso non sono dietro l’angolo.
L’invecchiamento del parco auto aretino, oltre 200mila macchine, non nasce da una passione per l’usato o da un rifiuto del cambiamento. Racconta piuttosto un territorio prudente, che fa i conti prima di spendere, che negli ultimi anni ha visto crescere il costo delle auto nuove molto più velocemente degli stipendi. Cambiare macchina è diventato un investimento pesante anche per il ceto medio. E così si continua con quella vecchia, magari diesel, magari con oltre duecentomila chilometri, purché ancora affidabile.








