HomeMilanoCronacaIn vendita il locale di via Cavalcanti. I fedeli ora pregano nel parco: "Qui in attesa di un’alternativa"Dopo la battaglia legale durata 12 anni, il Milan Muslim Center ha chiuso i battenti in zona stazione Centrale. La Lega denuncia: "Si allargheranno in via Merano". Davide Piccardo: "Vogliono criminalizzarci".Dopo la battaglia legale durata 12 anni, il Milan Muslim Center ha chiuso i battenti in zona stazione Centrale. La Lega denuncia: "Si allargheranno in via Merano". Davide Piccardo: "Vogliono criminalizzarci".Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicidi Marianna Vazzana
Teli e tappeti srotolati sul prato all’ombra degli alberi. Alle 13 di venerdì, la temperatura supera i 30 gradi. Le persone arrivano alla spicciolata, qualcuno è già inginocchiato. A pochi metri, le biciclette appoggiate alle piante. "Ringraziamo Allah per questa vita, il Comune perché ci permette di pregare al parco e la Questura che non ha negato il nulla osta. Appena possibile ci sposteremo in un altro luogo". Davanti all’imam "occasionale", così si presenta, Abdur Rahmam, ci sono 50 uomini (pure un bimbo insieme al papà), per la preghiera del venerdì a cielo aperto in un angolo del Parco Martiri della libertà iracheni vittime del terrorismo, in zona Turro. Alle 14, tutto viene smantellato. "Siamo qui da un mese" spiega Azizul Haque, segretario dell’associazione Milan Muslim Center, per anni al centro delle cronache per la battaglia legale con i condòmini di via Cavalcanti 8, a ridosso di via Ferrante Aporti, furiosi per i viavai e la permanenza di decine di persone nel seminterrato del palazzo ogni venerdì. Una storia cominciata nel 2014 e finita adesso con la chiusura del centro. Vittoria degli abitanti. "Ma i locali di via Cavalcanti sono rimasti di nostra proprietà", dice Haque. Lo spazio ora è in vendita. E come sede alternativa per pregare, per adesso c’è il parco. In caso di pioggia? "Ci dividiamo, trovando ospitalità in altri luoghi di culto". Un anno e mezzo fa Il Giorno aveva raccolto le ultime proteste dei residenti di via Cavalcanti che lamentavano la presenza di "centinaia di persone nel seminterrato, nonostante abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere a livello legale". Sulla lista, una diffida dall’utilizzare quel magazzino sotto il palazzo come luogo di culto, sanzioni e pure una condanna per un “cambio di destinazione d’uso“. A febbraio del 2024, il Comune aveva firmato un provvedimento "per la definitiva inibizione dell’uso illegittimo dei locali", una sorta di esproprio al quale il Milan Muslim Center si è opposto ricorrendo al Tar, che con la sentenza dello scorso 27 aprile ha disposto "l’annullamento dell’atto di acquisizione del 5 febbraio 2024 che non esaurisce, tuttavia, il potere-dovere dell’Amministrazione" a verificare che quanto disposto dalla diffida sia stato compiuto. Quindi ci saranno accertamenti per verificare lo stato dei luoghi e l’utilizzo dell’immobile. In un cartello si legge che "ci sono lavori di ristrutturazione in corso".






