HomeMonza BrianzaCronacaL’agronomo: "Spazio unico e complesso"Dante Spinelli si occupa della gestione dell’area. L’impegno: c’è bisogno di interventi su misura.Dante Spinelli agronomo del Parco di Monza: «Grande valore storico ed ecologico»Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCinque milioni di visitatori all’anno, 720 ettari di estensione, oltre due secoli di storia. Il Parco di Monza non è un parco urbano come gli altri, è un luogo storico, vincolato, gestito secondo regole che ne garantiscono la conservazione. Eppure non tutti se ne rendono conto. Certo la manutenzione non è semplice, le dimensioni del parco rendono la sua gestione paragonabile a un cantiere permanente, le risorse disponibili sono limitate e l’équipe tecnica è ridotta, composta da quattro agronomi, un operaio a cui si aggiungono una serie di imprese specializzate chiamate per le varie tipologie di interventi. Anche un’attività in apparenza facile come lo sfalcio dell’erba diventa più complessa quando bisogna programmarla per un’area di 250 ettari di prati coltivati ma, comunque, mantenuti sempre accessibili. E poi "i prati del parco sono tutti diversi tra loro, hanno caratteristiche diverse e ogni anno, a seconda delle piogge e delle temperature, cambiano i tempi di fioritura - spiega l’agronomo del parco Dante Spinelli -. Per esempio, lo scorso marzo erano gialli per la fioritura del tarassaco, ma non avviene così tutti gli anni. Oppure l’ex ippodromo ha ancora uno strato di sabbia nel suolo che lo rende diverso dagli altri. Come hanno le loro caratteristiche i prati dei Giardini Reali". Questa varietà di ambienti richiede interventi differenziati. Una gestione che a volte può apparire disomogenea agli occhi di chi non ne conosce le ragioni. "Ogni volta che si tagliano i prati iniziano le segnalazioni di persone che si lamentano per l’erba o troppo alta o troppo corta – aggiunge Spinelli -. Vogliamo spiegare che non si può fare tutto tagliato o tutto in crescita, perché oltre a non essere possibile, non sarebbe neanche sostenibile". Il Parco fu realizzato nel 1805 e dopo oltre due secoli il suo valore non è espresso soltanto dalla bellezza paesaggistica, ma anche dal suo valore ambientale e dalla sua funzione ecologica.