VICENZA - In 18 dei 28 siti campionati fra le gallerie di Malo e Sant'Urbano, lungo la Superstrada Pedemontana Veneta, è risultata la contaminazione da Pfba. È la risposta fornita ieri dai vertici regionali alle commissioni Urbanistica e Sanità, riunite per oltre tre ore in seduta congiunta dopo l'interrogazione di Alleanza Verdi Sinistra e la mozione del Partito Democratico, che avevano chiesto di fare luce sulla presenza dell'acido perfluorobutanoico ed eventualmente di altre sostanze perfluoroalchiliche nelle acque e nei terreni.

Ancora nel 2021, infatti, Palazzo Balbi aveva imposto al concessionario Sis l'utilizzo di un accelerante di presa per il calcestruzzo contenente Pfas, tanto che la Procura di Vicenza intende chiedere il processo per 12 indagati rispetto alle ipotesi di inquinamento ambientale e omessa verifica.

Alla presenza degli assessori Marco Zecchinato (Territorio) ed Elisa Venturini (Ambiente), l'informativa è stata resa dai direttori Loris Tomiato (Arpav), Francesca Russo (Prevenzione) e Marco D'Elia (Infrastrutture). Dice la consigliera Elena Ostanel (Avs): «Abbiamo avuto conferma che quanto contenuto nella relazione di Ispra del luglio 2025 presentava rilievi preoccupanti e fondati, che riguardano non solo la provincia di Vicenza ma anche quella di Padova. Avevamo quindi ragione a chiedere un momento di aggiornamento in commissione sullo stato di salute delle nostre acque, sia quelle potabili sia quelle ad uso irriguo. Alla domanda se la Regione avrebbe potuto esercitare un controllo più stringente sulla realizzazione dell'opera, in particolare sulla gestione dei materiali di scarto, è stato risposto che tali competenze erano attribuite contrattualmente al concessionario. Una risposta che non può bastare: perché dimostra che, oltre al rilevante impatto economico dell'opera, oggi ci troviamo a gestire anche un potenziale danno ambientale, i cui costi devono ricadere su chi ha sbagliato e non sulla collettività».