Ancona, 30 maggio 2026 – “Sì, doniamo gli organi di nostra figlia”. Lo hanno detto i genitori di Caterina, la bimba di soli 22 mesi investita a Portocannone, in provincia di Campobasso, che da cinque giorni era ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Salesi di Ancona. Nel tardo pomeriggio di giovedì i medici del pediatrico hanno accertato la morte cerebrale della piccola. Per lei non c’era più nulla da fare. Quello della sua mamma e del suo papà è stato un sì pronunciato tra le lacrime, nel dolore più assoluto. Un sì che ha trasformato una tragedia familiare in una possibilità di vita per altri bambini e pazienti in attesa di trapianto. Subito dopo l’autorizzazione al Salesi sono partite le procedure per il prelievo. Caterina si è spenta nel presidio pediatrico marchigiano dove era arrivata sabato scorso in elisoccorso. Le sue condizioni erano disperate fin dall’inizio.

L’incidente era avvenuto il 23 maggio, in tarda mattinata, nel cortile della casa di famiglia. Il padre era alla guida di un’auto di grossa cilindrata quando la vettura, in retromarcia, ha urtato la piccola travolgendola. Non si sarebbe accorto della presenza della figlia. Non è chiaro se l’auto, che si trovava in pendenza, abbia avuto un guasto al sistema frenante. La piccola è stata portata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Timoteo di Termoli. I medici hanno compreso subito la gravità delle ferite e hanno disposto il trasferimento in eliambulanza ad Ancona, ospedale altamente specializzato. Per cinque giorni il Salesi ha lottato per salvarla, appeso a una speranza. Ma il danno era troppo grave. La notizia della morte ha scosso l’intera comunità di Portocannone dove il sindaco Francesco Gallo ha annunciato il lutto cittadino per il giorno del funerale. “La notizia della prematura scomparsa della piccola ci trova sgomenti – ha scritto il primo cittadino in un messaggio al paese –. È un triste evento che scuote l’intera comunità e suscita profonda commozione. Nel porgere alla famiglia da parte dell’Amministrazione Comunale i sentimenti di partecipazione all’immenso e ingiusto dolore annuncio che, in segno di raccoglimento e rispetto, sarà proclamato il lutto cittadino”. Le dinamiche esatte sono ancora in corso di accertamento. A casa della bimba nessuno si dà pace perché la tragedia è accaduta nel luogo ritenuto il più sicuro per un bambino, la propria abitazione.