I controlli sui camper da parte degli agenti della polizia locale di RavennaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciRavenna, 30 maggio 2026 – C’erano un’amaca, alcuni giochi da bambino a terra e un telo steso ad asciugare sul parabrezza. Tuttavia “non è configurabile la condotta di campeggio ma quella di semplice sosta”.
Il giudice di pace Anna Maria Venturelli ha accolto il ricorso di una famiglia di etnia rom annullando entrambi i verbali (da 114 e da 164 euro) staccati dalla polizia locale la sera del 30 luglio 2021 nel piazzale Ravaioli a Classe, di fronte alla basilica di Sant’Apollinare. L’avvocato Andrea Maestri, autore del ricorso, ha già anticipato di avere altre cause analoghe per verbali di giugno di quell’anno davanti ad altro giudice di pace.
Secondo il resoconto della polizia locale, la proprietaria del camper - una 33enne - aveva effettuato “un’attività assimilabile a campeggio al di fuori degli spazi appositamente autorizzati”; in questo modo “impediva l’accessibilità e la fruizione dell’area pubblica da parte della comunità”. Sul posto - come poi riferito in aula da un agente - erano presenti anche altri 3 o 4 camper di nomadi: tutti erano soliti campeggiare per qualche ora in quella come in altre piazze e poi se ne andavano. Nel suo ricorso, l’avvocato Maestri aveva sottolineato “come la signora - persona regolarmente soggiornante in Italia e di etnia rom - legittimamente abitasse in un camper assieme al marito e ai figli”, i quali frequentano le scuole cittadine. E che quindi “fosse costretta a trovare provvisoriamente parcheggio nelle diverse aree della città”. Il tutto però, ad avviso del legale, “senza svolgere alcun tipo di campeggio il cui solo termine è stato bollato come “offensivo e stigmatizzante”.






