Nel giorno delle Considerazioni finali del governatore della Banca d"Italia, il mercato incassa un doppio segnale che riporta la Bce su un sentiero che fino a poche settimane fa sembrava meno probabile: quello di un nuovo rialzo dei tassi già a giugno.
Il governatore Fabio Panetta ha infatti parlato di possibile <ricalibrazione dell"orientamento della politica monetaria per contrastare il rischio di tensioni inflazionistiche persistenti>, chiarendo che <la Bce deciderà a giugno> e che <resta essenziale non vincolarsi a un percorso predeterminato>.
Ma è soprattutto la sequenza temporale con le parole, pronunciate il 26 maggio, da Isabel Schnabel (membro falco del board della banca centrale), a dare la misura del cambio di clima: <data l"entità e la persistenza dello shock attuale, ignorarlo non è più un"opzione a mio avviso> e <dalla prospettiva odierna, penso che un rialzo dei tassi a giugno sarà necessario>.
Il punto è che il dibattito non nasce da un surriscaldamento classico della domanda, bensì da un nuovo shock di offerta.
Il conflitto nel Golfo ha riacceso la componente energetica, colpendo infrastrutture e catene di approvvigionamento.













