Come se fossimo penetrati nel mausoleo dell’Abbazia di Westminster, dove sono sepolte Maria Stuarda e Elisabetta I, vediamo che i due monumentali sarcofagi vengono aperti e ispezionati per estrarne effetti personali e documenti utili alla ricerca storica, mentre da quelle tombe si sentono le voci delle due regine, che poi prendono vita insieme alle loro corti: siamo, in realtà, alla Staatsoper di Monaco e questo è il nucleo poetico della nuova opera di Brett Dean, Of one Blood, messa in scena da Claus Guth.

Il compositore australiano accarezzava da molti anni l’idea di dedicare la sua seconda opera (dopo Hamlet del 2017) alla storica rivalità tra le due sovrane, e sebbene il soggetto avesse già dei precedenti nel mondo della lirica, rispetto a Donizetti (che aveva tratto la sua Maria Stuarda da Schiller) e ad altri compositori, che si erano sempre basati su storie variamente romanzate, Dean ha scelto un orientamento più vicino alla storia, grazie alle ricerche della librettista Heather Betts (sua moglie) che ha lavorato su fonti primarie: lettere, poesie, documenti ufficiali firmati dalle due sovrane, ricostruendo una precisa cronologia degli eventi che si intrecciavano nell’Inghilterra dell’epoca.