di

Antonio Mancinelli

Le figure dell’immaginazione si manifestano prima che riaffiorino i ricordi. Suggestioni, la mostra di iO Donna, prende vita dove lo sguardo abbandona l’elenco del bello e ascolta il sentire più profondo. Oscar Wilde aveva intuito che «il vero mistero del mondo è il visibile». Non perché ciò che appare sia semplice, ma perché nelle forme le cose si consegnano senza spiegarsi, con sincerità assoluta.

Queste consonanze visive e interiori non sono esercizi di stile: sono accordi, incontri, piccole soglie in cui la materia sembra ricordare da dove viene e dove può arrivare. Davanti a queste immagini non cerchiamo soltanto una somiglianza: sentiamo aprirsi qualcosa. Un gioiello racconta la natura, la città, l’architettura, gli oggetti, i dettagli che attraversiamo distratti e che, in un’altra scala, ritornano a parlarci. Toglie alla strada la velocità e lascia l’oro; sottrae alla rugiada la paura di svanire e custodisce una luce che resta.

Una linea nata nell’aria riappare in una collana; una spirale vegetale diventa pensiero magnifico; una torre si condensa in talismano verticale; una facciata si trasforma in ritmo; una minuscola creatura si fa capolavoro perenne. Qui le forme si convocano, si trasmettono da una struttura all’altra portando con sé un segno della propria origine, come certe parole che, pur cambiando lingua, conservano la loro essenza. Ed è questo che tocca il cuore: non la somiglianza, troppo facile.