"Tutti gli occhi saranno puntati su di te. Quindi, non creare scandalo". Non sappiamo se Maria Antonietta abbia sbuffato, in risposta agli avvertimenti di sua madre - l’illustrissima imperatrice del Sacro Romano Impero Maria Teresa d'Austria – che le raccomandava giudizio in vista del suo matrimonio con il delfino di Francia, futuro Luigi XVI. Di certo non vi ha dato peso, come avrebbe fatto qualsiasi altra 14enne di ieri e di oggi. Nel suo caso, tuttavia, è corretto dire che nemmeno l’età abbia portato giudizio, visto che è passata alla Storia per quella sua risposta sprezzante – “qu'ils mangent de la brioche” (che mangino brioche) – consegnata a chi le notificava la mancanza di pane per il suo popolo. Quella frase, per alcuni apocrifa, fa parte della costruzione di uno dei personaggi più intriganti dell’immaginario popolare, la regina “più alla moda, esaminata e controversa della storia", nonché sottovalutata, secondo Sarah Grant, curatrice della grande retrospettiva ospitata dal 20 settembre al Victoria and Albert Museum di Londra, poiché si parla del suo stile senza comprendere che “è stata la sua storia personale, il suo essere tanto attraente e carismatica, a rendere interessante quello che indossava”.In Marie Antoniette Style, Grant ha portato in mostra l’intero universo della regina francese, incluso oggetti mai usciti dalla reggia di Versailles, per ripercorrere la sua vita - sposata a 14 anni, regina a 18 e ghigliottinata a 37 – in maniera non cronologica, ma tematica, con il supporto di installazioni audiovisive e perfino di un'esperienza olfattiva che consente di annusare le fragranze che hanno accompagnato le diverse fasi della sua esistenza.