Il capitolo si intitola in modo esplicito. «L’Intelligenza artificiale: la questione dell’adozione». Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, scandisce ancor di più le parole leggendo le sue Considerazioni finali. Il silenzio nella Sala del Consiglio a Palazzo Koch a Roma sede dell’istituto, è quello consueto. Ma è quel punto, così evidenziato e sottolineato, che indica quanto il governatore di Bankitalia veda nella nuova tecnologia la leva in grado di garantire all’Italia lo sviluppo necessario. Ci sono cose alle quali un Paese da solo non può mettere mano. «La crescita mondiale è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato», dice il governatore. Ma abbiamo l’obbligo di metterci in grado di reggere in un quadro generale che si fa sempre più complicato. Pesano un’inflazione in salita (e tassi di interesse che potrebbero crescere per garantire la stabilità dei prezzi), tensioni geopolitiche crescenti con strategie delle grandi potenze che creano crisi, invece di tentare di risolvere quelle esistenti in maniera ordinata. Non approfittare della svolta tecnologica, così come accaduto negli anni Novanta, sarebbe un errore.