La sfida di Chung e Ortombina per la stagione 2026/27 del Teatro alla Scala è un Otello (Brian Jadge) bianco per il 7 dicembre, alcuni giovani debutti e grandi ritorni. Il maestro Myung-Whun Chung corona il suo lungo rapporto con l’Orchestra e il Coro scaligeri assumendo la carica di direttore musicale esordendo con due titoli verdiani, Otello, appunto, e Macbeth. Il primo sarà con regia del sempre bravo Damiano Michieletto «e ricorre a 50 anni da quello di Kleiber e Zeffirelli che fu la prima diretta di un’inaugurazione scaligera sulla Rai», ricorda il direttore di Rai Cultura, Fabrizio Zappi.Le prime parole di Chung sono ammantate del suo understatement e minimalismo: «Io non ho progetti, questi li lascio al sovrintendente, l’unico che ama Verdi più di me. Trentasette anni fa sono stato nominato direttore all’Opéra di Parigi, forse era troppo presto: non parlavo francese ma avevo molta energia. A 73 anni sono stato nominato alla Scala, forse ora è un po’ tardi, ho perso molta energia ma ho più esperienza. Quello che posso fare è offrire al teatro e ai musicisti è un amore maturato negli anni, sono pronto a fare tutto per aiutare». Chung ha firmato l’altro ieri, assicura il sindaco Giuseppe Sala, che ha chiesto al maestro solo «partecipazione e sostegno alla città». «La mia prima volta in Italia fu 44 anni fa — prosegue il direttore — , quando ero assistente di Giulini a Los Angeles. Ho lavorato tanto qui, ma conosco solo la strada tra l’albergo e il teatro. Ora parteciperò di più, vedrò la città e studierò l’italiano che ho imparato nei ristoranti. Oltre quarant’anni fa volevo venire in Italia per mangiare: amo la cucina italiana, è un ottimo punto di partenza».Un titolo raffinato, eseguito per l’ultima volta alla Scala nel 1948 apre il calendario 2027: Les Pêcheurs de perles di Bizet, con doppio debutto del direttore Henrik Nánási e del regista Arnaud Bernard. Seguono le riprese del Don Giovanni di Carsen con la direzione di Thomas Guggeis e dell’allestimento della Bohème di Zeffirelli (1963, direzione di Daniel Oren), uno spettacolo che nemmeno l’Inps è riuscito a pensionare. Dopo una Anna Bolena diretta da Francesco Ivan Ciampa con regia di Chiara Muti torna Riccardo Chailly («un maestro che non perderemo mai» ha detto Sala ringraziandolo, contento che, una volta tanto, un direttore musicale continui e non se ne vada sbattendo la porta: perché non nominarlo direttore emerito?) con il nuovo allestimento di Kasper Holten di The Rake’s Progress di Igor’ Stravinskij, opera che nel ‘79 segnò un passo importante del percorso musicale del maestro. Poi di nuovo Chung nel tenebroso Macbeth di Barrie Kosky, quindi il Don Quichotte di Massenet per la prima volta alla Scala nell’allestimento di Michieletto e direzione di Bertrand De Billy, quindi «l’opera che più di tutti ha sofferto per i trascorsi che fanno paura», dice Ortombina: I Puritani di Bellini che manca dal 1971, con Fabio Luisi, Davide Livermore e il tenore Galeano Salas. Per il repertorio minimalista americano Nixon in China di John Adams nel quarantesimo dalla composizione, diretta da Kent Nagano nell’allestimento di Valentina Carrasco, quindi Leonora di Ferdinando Paër per celebrare il bicentenario di Beethoven, la ripresa di Il barbiere di Siviglia di Leo Muscato e per il barocco Dido and Æneas di Henry Purcell con sul podio il milanese Gianluca Capuano. La Stagione di balletto, firmata da Frédéric Olivieri, propone sette programmi per nove titoli, cinque riprese e quattro novità. Tra queste la Giselle di Akram Khan. All’étoile Nicoletta Manni ieri è andato il premio Rosa Camuna della Regione Lombardia. Per la stagione di concerti dirigeranno Ticciati, Soddy, Chailly (Bach a Pasqua) Petrenko (anche con i Berliner), Rattle, Rousset in Rameau, Harding e Chung.«Per gli 80 anni del Piccolo Teatro – aggiunge Ortombina – prevediamo un balletto su Petrarca e un Arlecchino di Strehler alla Scala». Quindi il tema dell’inclusione: «Dei 450 mila spettatori all’anno 180 mila vengono da percorsi agevolati. Determineremo un numero di posti anche per milanesi mai stati alla Scala con biglietti al 50%». Quindi l’internazionalizzazione: prima tournée con l’Otello, nel settembre 2027, ovviamente in Corea, per inaugurare il nuovo teatro di Pusan in riva all’Oceano e al Mar del Giappone dove è nato Chung.