Oggi, venerdì 29 maggio 2026, è scaduto ufficialmente il termine ultimo stabilito dall’Unione europea per il recepimento della direttiva Case green, la Energy Performance of Buildings Directive, Epbd, ma l’Italia taglia questo traguardo formale senza aver ratificato il testo, consolidando una situazione non solo di stallo ma di vero e proprio scontro con Bruxelles. Il nostro Paese si trova infatti già nel mirino della Commissione europea, che ha aperto una procedura d’infrazione lo scorso marzo a causa del mancato invio, entro la fine del 2025, della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione edilizia.

I motivi di questo blocco da parte del governo italiano vengono spiegati da Palazzo Chigi e ministeri competenti con gli alti costi che graverebbero sulle casse pubbliche e sulle tasche dei cittadini, considerando che circa il 70% degli immobili nazionali si trova nelle classi energetiche più basse e che mancano coperture finanziarie strutturali dopo l’era dei vecchi bonus edilizi. Ma non manca sul fronte destro una serie di fake news su questa direttiva europea, che tra le altre cose potrebbe invece creare occupazione per 1,3 milioni di lavoratori, oltre ad apportare benefici sul piano delle emissioni di gas serra.