Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNon uno, ma tutti e 27 i Paesi dell'Unione europea sono stati messi dalla Commissione Ue sotto procedura d'infrazione. Non era mai accaduto. Oggetto della contestazione il mancato recepimento entro il 29 maggio 2026 della direttiva europea sulle Case green. Il fatto che nessuno Stato si sia messo in regola non sembra aver instillato alcun dubbio ai piani alti di Bruxelles, che ha deciso di adottare la linea dura, aprendo la procedura nei confronti di tutti i 27 Stati membri, Italia compresa.

Tra i ritardatari figura anche la solerte Spagna, che sui temi della transizione ecologica si è sempre distinta per posizioni particolarmente rigorose, e che può vantare la socialista Teresa Ribera come vicepresidente della Commissione europea con delega proprio alla Transizione pulita, giusta e competitiva. Il fronte compatto dei ritardatari alimenta i dubbi sulla concreta applicabilità di un provvedimento destinato a incidere profondamente sui costi per l’adeguamento del patrimonio immobiliare, sia dei privati sia degli Stati.

Il pacchetto "Case green" prevede infatti che entro il 2030 gli edifici residenziali riducano i propri consumi energetici e le relative emissioni, con un percorso di progressivo miglioramento fino all'obiettivo dell’azzeramento delle emissioni degli immobili, e dunque della neutralità climatica, entro il 2050.