Bologna, 29 maggio 2026 - Ci sono luoghi che non fanno soltanto da sfondo al ciclismo. Lo custodiscono. Lo proteggono. Lo fanno respirare dentro le persone.

L’Emilia-Romagna è uno di questi luoghi e non poteva che essere lei ad accendere il primo battito del Giro d’Italia Women 2026.

Si riparte da dove ci si era salutati. Un anno fa a Imola, Elisa Longo Borghini alzava il volto al cielo vestita di rosa, chiudendo il Giro da vincitrice e con l’abbraccio di una terra che il ciclismo lo sente sulla pelle. Oggi quel racconto riparte dalla Romagna con Cesenatico, trasformando questa partenza in qualcosa di profondamente simbolico con luoghi che sanno di mare, fatica e il ricordo di Pantani.

Si riparte dalla Romagna sabato 30 maggio

Domani, 30 maggio, la carovana partirà da Cesenatico per arrivare a Ravenna con 139 km di pianura e una volata finale da vedere. Lì il Giro si incamminerà nei suoi 1179 km snocciolati in 9 tappe, con 12.100 metri di dislivello totali con il Nevegal, il Sestriere e il Colle delle finestre che ricorderà l’Emilia perché è stato scelto come Cima Alfonsina Strada. Non una salita qualsiasi, ma un simbolo potentissimo. Perché Alfonsina non rappresenta soltanto una pioniera: rappresenta tutte le donne che hanno avuto il coraggio di entrare dove sembrava impossibile farlo. Ogni tornante di quella montagna sembrerà parlare di lei, della sua ostinazione, della sua libertà feroce. E in quel momento il Giro Women smetterà ancora una volta di essere soltanto sport.