Il piano d’espansione di Microsoft in Kenya si è scontrato con i limiti energetici della nazione, portando ad una temporanea situazione di stallo

Nel corso di una visita diplomatica a Washington risalente a maggio di due anni fa, Microsoft e G42 (compagnia con sede ad Abu Dhabi) annunciarono la volontà di mettere in piedi un imponente data center per l’intelligenza artificiale in Kenya, con un costo stimato pari a circa un miliardo di dollari: un progetto ambizioso che avrebbe rappresentato un enorme salto tecnologico per il paese africano, perlomeno sulla carta, ma che dal primo momento ha trovato ostacoli e ritardi lungo il suo cammino, fino ad arrivare al recente no del governo locali.

Data center AI, tra volontà d'espansione e limiti strutturaliUno dei principali «colli di bottiglia» dell’intelligenza artificiale è infatti rappresentato dai suoi ingenti consumi, che vengono spesso espressi in litri d’acqua utilizzati per raffreddare le infrastrutture, così da rendere efficacemente l’idea anche ai meno esperti. Ma più di ogni altra cosa, è l’energia elettrica a farla da padrona: numeri alla mano, il data center di Microsoft avrebbe richiesto 1 Gigawatt per il suo regolare funzionamento a pieno regime, ottenuti dalle centrali geotermiche del paese.