Vivevano nel lusso gli indagati finiti sotto la lente della guardia di finanza di Palermo, con un patrimonio fatto di beni di alto valore e investimenti distribuiti tra più Paesi. Orologi di pregio, gioielli e lingotti d’oro per centinaia di migliaia di euro avrebbero rappresentato solo una parte delle ricchezze accumulate e reinvestite nel tempo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.A descrivere il quadro è il colonnello Carlo Pappalardo, comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Palermo, che ha illustrato l’ampiezza degli asset individuati nel corso dell’inchiesta.Il tenore di vita degli indagati, in particolare l’ex moglie di Tamburello e il figlio, secondo quanto emerso, era infatti particolarmente elevato e non giustificato da attività lecite. «Vivevano nel lusso», ha aggiunto Pappalardo, sottolineando come le disponibilità economiche si traducessero in un utilizzo sistematico di beni di lusso e investimenti, ma anche in numerosi viaggi, difficilmente riconducibili a redditi dichiarati.Nel corso delle attività investigative sono stati intercettati anche quantitativi importanti di lingotti d’oro. «È stata un’indagine complessa - ha spiegato il colonnello Pappalardo - perché i capitali finanziari hanno un elevato tasso di volatilità e vengono facilmente spostati da una giurisdizione all’altra perché se ne perda traccia».