La prima a insospettirsi è stata una funzionaria di una banca di Andorra che, davanti a un conto corrente con 12 milioni di euro, ha cominciato a farsi qualche domanda. Agli istituti di credito che chiedevano la provenienza del suo ingentissimo patrimonio, fino ad allora, Maria Antonina Bruno, ex moglie di uno dei più grossi narcotrafficanti siciliani, Giacomo Tamburello, raccontava la storiella dell'eredità. Il marito era morto lasciandole una grossa somma e lei era diventata ricca.

Una favola a cui in tanti hanno fatto finta di credere, ma che non ha convinto la solerte dipendente della banca di Andorra. É nata così, da una segnalazione dell'istituto di credito, l'indagine della Dda di Palermo che ha ricostruito il gigantesco tesoro - 200 milioni di euro la stima per difetto - accumulato dalla donna, dall'ex consorte e dal figlio della coppia, Luca. Grazie alla collaborazione delle polizie di mezza Europa i magistrati sono riusciti a far mettere i sigilli all'enorme patrimonio frutto del reinvestimento dei soldi incassati in oltre 30 anni di traffici di droga realizzati col beneplacito di un socio di straordinaria caratura criminale, il boss Matteo Messina Denaro. Un tesoro che, annuncia Palazzo Chigi, sarà destinato "in particolare al rafforzamento dei presìdi di sicurezza nelle stazioni ferroviarie". "Il Governo ribadisce il proprio impegno a destinare i capitali recuperati a misure volte ad aumentare la sicurezza dei cittadini" viene sottolineato spiegando che "le liquidità sequestrate" nell'operazione di oggi "potranno essere ripartite tra le amministrazioni competenti già dal prossimo anno, per essere destinate al potenziamento dell'azione delle forze di polizia". Nel business del traffico degli stupefacenti Tamburello, arrestato oggi a Campobello di Mazara, paese del Trapanese in cui il padrino ha passato gli ultimi anni di latitanza, è entrato che aveva poco più di 20 anni. Commerciante di vestiti, unico mestiere onesto fatto, per anni entrato e uscito più volte dalle carceri italiane e spagnole, ai vecchi affari di droga non ha mai rinunciato, nemmeno da latitante.