Nelle Considerazioni finali, il governatore di Bankitalia descrive un Paese che ha retto agli shock ma rischia di restare fermo: i giovani valorizzati sono pochi, l'IA viene adottata male e lentamente, mentre l'Europa resta ancora troppo lentaNelle Considerazioni finali, il governatore di Bankitalia descrive un Paese che ha retto agli shock ma rischia di restare fermo: i giovani valorizzati sono pochi, l'IA viene adottata male e lentamente, mentre l'Europa resta ancora troppo lentaL’Italia ha ancora un patrimonio, ma non ha più tempo. I giovani, gli investimenti, gli export e un’occupazione in crescita possono continuare a dare valore, ma il rischio è che tutto il capitale - umano ed economico - scivoli via dalle mani mentre il mondo va avanti. È il senso delle Considerazioni finali di Fabio Panetta, che nella relazione annuale di Banca d’Italia disegna un Paese capace di reggere gli urti degli ultimi anni, ma sempre più esposto se non inizia ad accelerare. Dal 2019 l’economia italiana è cresciuta di oltre il 6%, gli investimenti sono saliti del 33,9%, le esportazioni dell’8,8%, l’occupazione è aumentata e la posizione sull’estero è diventata creditoria, fino al 15% del Pil. Eppure questo stesso slancio si è affievolito: nel 2025 il Pil è cresciuto appena dello 0,5% e, avverte il governatore, il conflitto nel Golfo Persico ha colpito “prospettive già fragili”, tanto che negli scenari peggiori l’economia “potrebbe ristagnare o contrarsi”. Banca d'Italia, la relazione: ritardi su giovani e universitàIl tempo perso si vede soprattutto dove un Paese misura il proprio destino: nei giovani. “Il criterio ultimo del successo sarà la capacità di offrire opportunità e futuro” a loro, ha detto Panetta. Così la fuga dei laureati risulta in un cortocircuito produttivo, prima ancora che sociale. Nel rapporto si descrive il meccanismo: il sistema è poco innovativo e, dunque, domanda ancora poco lavoro qualificato. Da qui, si riducono gli incentivi a investire in istruzione e la scarsità di competenze rende più difficile innovare. Tra il 2020 e il 2024 oltre 100 mila giovani laureati hanno lasciato il Paese, la quota dei trentenni laureati è salita al 30%, ma resta sotto le altre grandi economie europee. Tra i non laureati, poi, uno su cinque non studia e non lavora: una quota doppia rispetto agli altri grandi Paesi del continente, come mostra la relazione nel confronto con Germania e Francia. E anche il rendimento della laurea resta più contenuto rispetto a Berlino e Parigi, segno che il titolo universitario continua a essere valorizzato meno che altrove. Il ritardo si vede anche nella spesa pubblica: l’Italia investe in istruzione circa il 4% del Pil, un punto sotto la media Ue, con il divario che si concentra soprattutto sull’università. Un nuovo modello di intelligenza artificiale o imparare a usarlo?Questa diagnosi si fa più attuale nel campo dell’intelligenza artificiale. Per Panetta “deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico”. Eppure il rischio per l’Italia, oltre a quello di subire passivamente l’IA, è non riuscire ad adottarla abbastanza in fretta. Cinque grandi aziende americane - ricorda Banca d’Italia - controllano circa i tre quarti della capacità di calcolo mondiale, gli Stati Uniti sviluppano la maggior parte dei modelli generalisti, la Cina recupera. Intanto, l’Europa resta indietro. Però, aggiunge la relazione, nelle grandi rivoluzioni tecnologiche spesso “i benefici maggiori vanno a chi sa usare bene le tecnologie”, non per forza a chi le inventa. Qui c’è tutta la fragilità italiana: il 30% delle aziende ricorre all’IA, ma solo il 5% ne fa un uso intensivo, perlopiù resta confinata ad applicazioni semplici. Eppure la produttività del lavoro potrebbe aumentare di 0,2 punti l’anno, nel caso di adozione lenta, e di oltre 1 punto con una diffusione rapida e pervasiva. Banca d'Italia, Panetta: "Serve l'eurobond"Sull’Europa. “Ha finalmente iniziato a reagire”, riconosce Panetta, ma ora deve mostrare “rapidità di azione”, perché il tempo delle priorità annunciate senza esecuzione “è finito”. Nel rapporto si legge che di tutte le proposte legislative annunciate dall’Ue su competitività e sicurezza per il biennio 2025-26, ne è stata presentata meno della metà e di queste è stato formalmente adottato meno di un quarto. Il governatore torna poi a evocare un titolo sovrano europeo, l’eurobond, che sia “liquido e sicuro”, capace di offrire un riferimento ai mercati, attrarre risorse dall’estero e rafforzare il ruolo internazionale dell’euro. Perché sì il risparmio europeo “è abbondante”, ma frammentato, così “continuerà a cercare impiego altrove”, verso altri Paesi.Tra energia, nucleare e sicurezza bancheResta scoperto anche il nervo sull’energia. Il blocco di Hormuz, osserva Banca d’Italia, ha mostrato ancora una volta quanto il Paese resti dipendente dalle importazioni. Panetta chiede di agire su tre fronti: efficienza energetica, rinnovabili e reti, ma apre anche uno spiraglio sul dossier nucleare. “Le nuove tecnologie in via di sviluppo meritano un’attenta valutazione”, dice, richiamando il disegno di legge delega in esame in Parlamento.Infine c’è il rischio invisibile, che rischia di correre nei server delle banche. Panetta ricorda che tra il 2023 e il 2025 gli incidenti che hanno coinvolto gli istituti italiani sono aumentati dell’80%. E che l’intelligenza artificiale, mentre può aiutare a difendersi, può anche rafforzare l’azione dei criminali informatici, perché i modelli più avanzati sono in grado di individuare vulnerabilità “con rapidità e profondità senza precedenti”. Da qui, la necessità di investire di più in tecnologia, infrastrutture e personale. È la stessa diagnosi che attraversa tutta la relazione: l’Italia ha ancora risorse, competenze ed eccellenze, ma deve decidere in fretta se usarle per entrare nel nuovo mondo o se guardarlo passare.Tag LEGGI ANCHE di L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp