Caricamento player
Il 22 maggio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che regolamenta le modalità di riconoscimento del titolo di osteopata in Italia. Era un provvedimento atteso da tempo e che rende attuabile la legge introdotta nel 2018, che aveva dato l’avvio per l’inserimento dell’osteopatia nelle professioni sanitarie. Il decreto indica l’istituzione di elenchi temporanei ai quali si potrà iscrivere chi svolge già da tempo l’attività di osteopata, perché aveva iniziato a lavorare prima che fosse necessario un corso di laurea per questa professione.
Da quasi dieci anni si sta infatti cercando di riorganizzare un settore che si era sviluppato disordinatamente e tra grandi contraddizioni, ma che occupa migliaia di professionisti e interessa moltissime persone che scelgono di affidarsi ai trattamenti osteopatici. Questa riorganizzazione avviene sullo sfondo delle grandi perplessità intorno alle pratiche osteopatiche, che negli studi più ampi e approfonditi non hanno mostrato di essere efficaci per il trattamento di numerose condizioni di salute e per questo sono spesso indicate come “terapie alternative”.
Molte persone ricorrono all’osteopatia per provare a risolvere problemi muscolari e alle articolazioni, ma anche dolori alla schiena e al collo o ancora disturbi della digestione e mal di testa. Gli ambiti di trattamento sono disparati e la disciplina ha confini poco definiti rispetto a quelli della medicina ufficiale. La difficoltà stessa di definire che cosa sia o non sia “osteopatia” coinvolge spesso gli stessi professionisti che la praticano, e deriva in buona parte dal modo in cui nacque e si è evoluta nel corso del tempo.











