Dopo la firma del decreto che riconosce la disciplina, si chiude un’epoca di incertezze per migliaia di pazienti. Dai nuovi elenchi ufficiali al percorso universitario, la mappa pratica per orientarsi ed evitare i finti esperti
L’osteopatia, la disciplina dolce a cui spesso ci si affida per alleviare dolori alla schiena, tensioni muscolari o fastidi legati alla postura, è diventata a tutti gli effetti una professione sanitaria riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento che definisce le regole per accedere alla professione e i criteri con cui verranno valutati i titoli di studio, arriva così l’ultimo tassello di una riforma attesa da anni dal mondo della medicina integrata.
Osteopatia, professione sanitaria: la fine dell’incertezza per i pazienti
Se, infatti, fino a oggi, la scelta di rivolgersi a un osteopata era legata al passaparola o alla fiducia personale, in un limbo in cui non era sempre facile distinguere i professionisti qualificati, con il decreto che certifica i percorsi di studio, l’Italia mette la parola fine a questa incertezza, definendo regole chiare per riconoscere il valore di chi già opera sul campo e tracciando una strada sicura per i professionisti del futuro. Si tratta di una vera e propria rivoluzione per la tutela della salute di tutti i cittadini.











