Con l’ultimo decreto cambia tutto: l’osteopata diventa a tutti gli effetti una professione sanitaria riconosciuta, con un percorso universitario abilitante, criteri ufficiali per il riconoscimento dei titoli già acquisiti e l’inserimento all’interno del SSN
@Canva
Dopo anni di attese, decreti e passaggi normativi, l’osteopatia entra ufficialmente nel Servizio sanitario nazionale italiano. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sui criteri di equipollenza dei titoli professionali, finalmente si conclude il percorso avviato dalla Legge 3 del 2018, che aveva riconosciuto la figura dell’osteopata come professione sanitaria.
Una svolta storica per migliaia di professionisti del settore e, potenzialmente, anche per milioni di pazienti che già oggi si affidano all’osteopatia per disturbi muscolo-scheletrici, dolori cronici, problematiche posturali e percorsi riabilitativi.
Fino a oggi l’osteopatia in Italia era rimasta in una sorta di limbo normativo: molto diffusa nella pratica clinica, ma priva di un pieno riconoscimento sanitario. Con questo ultimo decreto cambia tutto: l’osteopata diventa a tutti gli effetti una professione sanitaria riconosciuta, con un percorso universitario abilitante, criteri ufficiali per il riconoscimento dei titoli già acquisiti e l’inserimento all’interno del sistema sanitario.











