Un nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale sancisce l'ingresso definitivo dell'osteopatia nel Servizio Sanitario Nazionale e stabilisce i criteri per il riconoscimento dei titoli professionali insieme all'obbligo di abilitazione universitaria entro sei anni. Tutti i dettagli e le reazioni
Dalla Gazzetta Ufficiale al Servizio Sanitario Nazionale, l’osteopatia, dopo un’attesa durata dodici anni dal primo passo istituzionale, approda definitivamente tra le professioni sanitarie riconosciute. Con la pubblicazione dell’ultimo decreto attuativo sull’equipollenza dei titoli, si è concluso il 22 maggio 2026 un complesso iter normativo, trasformando una pratica diffusa in una disciplina sanitaria pienamente integrata e regolamentata nell’area della prevenzione e promozione della salute.
IL COMPIMENTO DI UN PERCORSO STORICO
La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale rappresenta il “compimento di un percorso” e la “consacrazione di un impegno collettivo” che, secondo Mauro Longobardi, Presidente del Registro Osteopati d’Italia (ROI), ha permesso di evitare il rischio che l’osteopatia venisse “assorbita come semplice specializzazione di altre professioni sanitarie”.
L’iter, ricorda Quotidiano Sanità, ha attraversato tappe fondamentali come la Legge 3/2018, che ha individuato la professione, il Dpr 131/2021, che ne ha definito il profilo, e il Decreto Interministeriale 1563/2023, che ha stabilito l’ordinamento didattico universitario. Questo approdo normativo riconosce infine le competenze costruite in decenni di attività, come sottolineato anche da Diego Catania, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, il quale ha confermato la disponibilità ad “accogliere gli Osteopati nei nostri Ordini”.










