SAN VITO AL TAGLIAMENTO (PORDENONE) - La cura al particolare, l'attenzione verso il dettaglio e la valorizzazione del territorio sono stati determinati. Preparare un drink non è solo mischiare una base alcolica, aggiungere del ghiaccio o una manciata di foglie di menta. È un lavoro di cura e attenzione. Professione che viene incarnata quotidianamente dal sanvitese Michele Piagno. Il 45enne è riuscito a vincere l'edizione 2026 dei Fancy Award, andati in scena nella sede storica Meregalli di Monza, portando così il Friuli sulla vetta italiana nel mondo della ristorazione, dell'ospitalità e della mixology contemporanea. La gara si suddivideva in diversi ambiti, Michele ha conquistato il riconoscimento "Fancy Cocktail of the Year", perché è riuscito a unire tecnica, ricerca e creatività. La vittoria non è il frutto della sola bontà del prodotto, ma di una lunga serie di fattori. «I particolari afferma il bartender hanno fatto la differenza: dal bicchiere in cui viene servito il drink, alla scelta delle materie prime, passando per i colori e l'effetto visivo».

LE GARE Piagno è abituato a competere in diverse gare, però per la prima volta si è dovuto misurare su un qualcosa in più: oltre al drink, la giuria ha tenuto in considerazione anche la carriera dell'autore. Avanzata la sua proposta per la gara, con una presentazione di oltre 100 cocktail, Piagno prima è stato selezionato nella top tre italiana da una giuria composta da professionisti e dal voto popolare. Poi, una volta andato a Monza, ha capito di aver raggiunto il gradino più alto del podio, ritirando infine il premio. «Ho partecipato quasi per caso rivela il sanvitese -. Ho letto un articolo su Fancy Magazine (rivista di settore, ndr) in cui si parlava di me e della mia esperienza a Cuba. Da qui poi ho avuto contatto con il giornale e infine ho capito che c'era la possibilità di gareggiare».IL LIBRO L'anno scorso Piagno aveva presentato un libro a Cuba sul mojito, il cocktail per eccellenza che rappresenta l'isola. I viaggi sono una parte essenziale della vita del bartender: «Mi piace prendere lo zaino e partire racconta -. Di recente sono stato a Santo Domingo e sono venuto a conoscenza di un liquore tipico composto da rum, vino rosso, miele e varie erbe aromatiche: il mama juana. Mi sono innamorato. Come sono tornato in Italia ho voluto provare degli abbinamenti e dei nuovi drink». Scoprire l'altro e cogliere le possibilità che vengono offerte è una delle caratteristiche che maggiormente segnano il lavoro di Piagno. «Ma cerco di valorizzare anche la nostra regione sottolinea -: sono l'unico che produce un gin totalmente friulano, fatto con bacche di ginepro e di foglie aromatiche raccolte a Claut dalla famiglia Santarossa». Il lavoro che porta avanti il sanvitese è innovativo: il suo obiettivo è esportare la cultura del "saper fare i drink".LA RICERCA «Si pensa dice che fare il barista sia un lavoro di ripiego, un qualcosa a cui non serve studiare. Invece c'è tanta ricerca dietro a quello che faccio. Mi piacerebbe esportare questa filosofia: dallo studio delle materie prime fino alla soddisfazione del cliente. Un esempio è dato dal mondo del vino: abbinare una prelibatezza a un calice di vino è molto comune; la stessa cosa si potrebbe fare con un drink». Unire food&beverage è una sfida molto ambiziosa, che assume più forme. «Il mio stile prevede la cucina liquida, è il mio marchio». Cos'è? «Traslare sul bicchiere quello che normalmente si mangia, un esempio è il drink creato partendo da il classico abbinamento ricotta e spinaci». Il prossimo 2 giugno, in occasione del Ribolla Wine Festival, Piagno terrà un momento pubblico, in corte Castello, in cui lancerà il suo nuovo cocktail analcolico: «È un inedito per l'Avis annuncia -. Sarà qualcosa che va fuori dagli schemi classici. Spettacolare». Provare per credere.