I primi pannelli fotovoltaici installati in Italia tra gli anni Novanta e i primi Duemila stanno arrivando a fine vita. E con loro emerge anche un nuovo problema industriale: cosa fare dei milioni di moduli che nei prossimi anni dovranno essere smaltiti.

Finora il tema è rimasto relativamente marginale, anche perché i grandi volumi di dismissione devono ancora arrivare. Ma il settore si sta già muovendo. Secondo Interzero Italia, società attiva nella gestione dei rifiuti e nell’economia circolare, negli ultimi due anni sono state recuperate circa 2.000 tonnellate di silicio da pannelli fotovoltaici dismessi, equivalenti — stando alle stime fornite dall’azienda — a circa un milione di pannelli trattati.

Si tratta di un mercato ancora poco strutturato, ma destinato a crescere insieme all’aumento degli impianti da smantellare. Oggi il recupero riguarda soprattutto vetro, alluminio e altri materiali facilmente separabili, ma il materiale che attira maggiore attenzione è il silicio contenuto nelle celle fotovoltaiche. Rappresenta circa il 10% del pannello, ma richiede lavorazioni industriali specifiche.

“Il recupero del silicio è la parte più complessa della filiera”, spiega l’amministratore delegato di Interzero Italia, Mario Bagna. “Le celle devono essere separate dal vetro e poi il materiale deve essere ulteriormente raffinato prima di poter essere reimmesso nei processi industriali”.