L’attuale sistema di finanziamento dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici si basa sul versamento, da parte dei produttori, di un contributo per il trattamento nei trust dei vari consorzi che si occupano della gestione a fine vita. Ebbene, il modello rischia di non riuscire a garantire il corretto trattamento di questi rifiuti, che fanno parte dei Raee, in un futuro prossimo. L’allarme viene dal consorzio Erion Weee sulla base dello studio “La gestione nel rifiuto fotovoltaico in Italia: un nuovo modello di finanziamento” della società di consulenza e ricerca Ref.
La corsa al ribasso
Parliamo di pannelli non incentivati, cioè di quelli che non beneficiano dei sostegni dei vecchi Conti Energia. «Per quelli incentivati, il contributo è una cifra ragionevole per la gestione a fine vita», spiega Giorgio Arienti, direttore generale di Erion Weee: «Il problema sorge per quelli non incentivati. Poiché il contributo per lo smaltimento viene pagato dai produttori, negli ultimi anni abbiamo assistito a una caccia a questi ultimi da parte dei vari consorzi di gestione dei Raee. Per assicurarsi la gestione del fine vita di un maggior numero di produttori, hanno abbassato continuamente il valore del contributo, molto inferiore ai 10 euro, arrivando anche a 1 euro. Cifre che non sono sufficienti per garantire il corretto trattamento di un pannello tra 10, 15 o 20 anni. E che noi come Erion Weee non condividiamo», sottolinea Arienti.







