Le prove utilizzate contro Mohammad Hannoun, accusato di essere al vertice della cellula di Hamas in Italia, sarebbero basate su “fonti aperte”. Elementi reperiti con semplici ricerche su Internet, spesso senza una sufficiente verifica di attendibilità, conditi da richiami che la Cassazione definisce “generici e indefiniti”. Per questi e altri motivi la Quinta sezione penale della Suprema corte lo scorso aprile ha annullato, ma con rinvio, la decisione del Riesame di Genova che invece aveva confermato il carcere per il 64 enne che, secondo le accuse, avrebbe finanziato Hamas.Hannoun resta comunque in carcere, ma le prove raccolte contro di lui scricchiolano sempre di più. La Corte osserva che, al netto dei documenti di provenienza israeliana - ritenuti non utilizzabili perché provenienti da un agente segreto dell’intelligence, raccolti in un contesto di guerra -, il quadro indiziario si basa principalmente su intercettazioni, dati informatici e altre fonti ritenute non sufficientemente qualificate. I giudici criticano in particolare l’utilizzo di tali elementi per dimostrare la dimensione internazionale di Hamas, i presunti canali di finanziamento attraverso enti benefici e i rapporti tra gli indagati e l’organizzazione.Per questo motivo, la Cassazione ha disposto una “rivisitazione complessiva” dell’impianto probatorio da parte del Riesame, chiedendo una verifica approfondita sull’origine, sulla consistenza e sull’attendibilità delle fonti utilizzate. I magistrati dovranno stabilire se, anche senza fare affidamento su tali elementi, esistano prove autonome sufficienti a sostenere le accuse contestate.La Suprema Corte chiede inoltre di chiarire il ruolo delle associazioni coinvolte e il livello di consapevolezza degli indagati rispetto a eventuali finalità terroristiche. Un’attenzione specifica dovrà essere riservata alle attività delle charities, per accertare se costituiscano uno strumento di finanziamento illecito oppure operino effettivamente nell’ambito del welfare. In quest’ultimo caso, i giudici dovranno comunque valutare se tali attività possano risultare, anche indirettamente, funzionali agli obiettivi di Hamas. È ora attesa una nuova udienza davanti al Tribunale del Riesame di Genova."Al tribunale del Riesame sarà richiesta una motivazione molto stringente, ancorata a elementi processualmente utilizzabili, di provenienza accertata ed attendibili, senza presunzioni né scorciatoie argomentative - commenta il collegio difensivo -. La Corte ha in sostanza affermato che il giudice può fondare la decisione solo su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata: le ‘fonti aperte’ indeterminate, prive di indicazione dell'origine e di vaglio di attendibilità, non equivalgono al ‘fatto notorio’ e sono inutilizzabili (al pari del materiale proveniente dai servizi israeliani). La mancata specificazione della fonte e della sua qualità ed attendibilità ne preclude l’utilizzabilità”.Per i giudici "le obiezioni dell'ufficio ricorrente - continuano - sono irrispettose del vincolo dell'autosufficienza in caso di dedotto travisamento probatorio e si rivelano nel complesso volte a sollecitare la Corte di cassazione a una non consentita rivisitazione ricostruttiva del compendio delle prove indiziarie”.
Accuse basate su "fonti aperte", richiami "generici e indefiniti": ecco perché la Cassazione ha annullato l'arresto di Hannoun (che resta comunque in carcere)
Pubblicate le motivazioni con cui la Suprema Corte ha annullato (con rinvio) la decisione del Riesame di Genova che aveva confermato il carcere per il 64 enne a







