La decisione è arrivata in serata. E in attesa della motivazioni, che saranno depositate entro 30 giorni, di certo non sorride alla Procura di Genova. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del tribunale del Riesame che ha confermato l’arresto di Mohammad Hannoun, accusato di finanziare Hamas, e di altri indagati nell’inchiesta in mano alla Direzione distrettuale antiterrorismo.

In attesa della nuova pronuncia del Riesame, Hannoun (difeso dagli avvocati Fabio Sommovigo e Dario Rossi) resta in carcere a Terni, dove è stato trasferito dopo aver passato le prime settimane di detenzione nel carcere genovese di Marassi. Stessa decisione è stata presa relativamente agli arresti di Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji.

Aspettando dunque di capire come evolverà la situazione, un punto fermo sembra però essere stato messo: perché la Suprema Corte ha respinto anche i ricorsi dei pm Luca Monteverde e Marco Zocco, contro la scarcerazione di altri due indagati, Rahed Al Salahat (difeso da Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio) e Khalil Abu Deiah.

Proprio nell’ambito di quest’ultima battaglia giudiziaria, data la decisione dei giudici romani appare certo che i documenti israeliani forniti dai servizi segreti di Tel Aviv sono stati definitivamente esclusi come fonte indiziaria. Su questo specifico punto, per la verità, si erano espressi contro la Procura sia lo stesso Riesame di Genova che la Procura generale della Cassazione.