La discussione sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea si sta arroventando. La Commissione appare determinata nell’accelerare il processo di adesione e discuterne già a metà giugno. Sul tema, in Italia emergono differenze di vedute all’interno della maggioranza, sia per motivi strettamente politici che per motivi economici.
Non sono né Vladimir Putin né i carri armati russi che scorrazzano per l’Europa a popolare gli incubi degli italiani. Semmai, più prosaicamente, ci sono la paura di impoverirsi, il terrore di affitti sempre più costosi, la rinuncia alla prevenzione medica.
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Chi pensa davvero che il centrodestra stia litigando sull’ingresso dell’Ucraina in Europa non ha ancora ben compreso i termini della questione: il processo di adesione è talmente lungo che i partiti di governo possono tranquillamente permettersi di offrire agli elettori tutto il ventaglio di posizioni possibili e immaginabili, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.
Resta preda delle incognite il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri, Axios ha riferito che i due contendenti avrebbero raggiunto finalmente un accordo, ma che Donald Trump non avrebbe ancora dato la propria approvazione. Una rivelazione, questa, che è stata confermata in serata dalla Casa Bianca.












