L’invecchiamento demografico e la digitalizzazione rappresentano processi strutturali che si intersecano, si alimentano a vicenda, ridefinendo il concetto stesso di “terza età” e decostruendo il mito dell’anziano come soggetto passivo e tecnologicamente inerte. In questo senso emerge un attivismo digitale senile inteso come pratica di cittadinanza attiva, che attraverso la mediazione tecnologica permetta una risemantizzazione dell’invecchiamento, trasformando il “tempo della pensione” in uno spazio di partecipazione politica e resistenza culturale contro l’ageismo.La sociologia dei media osserva da tempo la popolazione anziana attraverso la lente deformante del digital divide. Tale prospettiva, seppur suffragata da dati empirici inconfutabili, ha finito per cristallizzare un’immagine dell’anziano come “immigrato digitale” perennemente in ritardo, confinato in una zona d’ombra e distante dall’innovazione (Selwyn, 2004). Tuttavia, l’attuale transizione demografica ci pone di fronte a “nuovi anziani” che portano con sé competenze professionali e abitudini comunicative già digitalizzate in modo significativo.Il mutamento di paradigma che osserviamo oggi riguarda la riduzione del divario tecnico, ma, soprattutto, lo spostamento verso quello che Van Deursen e Helsper (2015) definiscono il “divario di terzo livello”: la capacità di tradurre le risorse digitali in benefici reali, sociali e politici.L’anziano non si limita più a “subire” la digitalizzazione della burocrazia o della sanità, ma inizia a occupare lo spazio digitale e lo definisce come arena di rivendicazione. In questo senso, l’attivismo digitale senile diventa un atto di riappropriazione dell’autonomia individuale in una fase della vita spesso soggetta a processi di infantilizzazione sociale.Indice degli argomenti
Attivismo digitale degli anziani, la nuova cittadinanza senior - Agenda Digitale
Attivismo digitale degli anziani tra cittadinanza online, media literacy, social media, ageismo e partecipazione nella Silver Society.









