© Museo Laboratorio della Mente, Roma
C’è un grande parco a Roma Nord, ricco di viali alberati ed eleganti edifici d’inizio Novecento, che oggi restituisce un’atmosfera di pace e serenità ma ha una storia molto travagliata. È il comprensorio di Santa Maria della Pietà sulla collina di Monte Mario, dove a inizio maggio ha riaperto al pubblico il Museo Laboratorio della Mente dopo un intervento di restauro e ampliamento iniziato nel 2022. Ospitato nel padiglione 6 di quello che fu uno dei più grandi ospedali psichiatrici d’Europa (con una capacità di oltre mille posti letto), il museo non è solo un luogo fisico ma un dispositivo di memoria e cittadinanza attiva che interroga il nostro concetto di “normalità”.
Il progetto è stato finanziato con fondi PNRR e regionali (per un totale di quasi 2 milioni di euro) e ha restituito alla collettività un museo sulla storia dell'istituzione manicomiale che è un’eccellenza internazionale nel panorama dei cosiddetti “musei di narrazione”. Fin dall’inizio l’obiettivo è stato quello di trasformare la vicenda dell’ex manicomio in uno strumento per combattere lo stigma legato al disagio psichico e l’esclusione sociale.
E sempre grazie ai fondi del PNRR si sta restituendo tutto l’enorme complesso di Santa Maria della Pietà alla città di Roma e più in generale a tutte le persone che lo attraversano, non solo a chi visita il padiglione 6. Infatti il progetto di rigenerazione urbana è più ampio e farà nascere qui un grande polo interamente pubblico con vari servizi sanitari, sociali e municipali. Inoltre ci sarà spazio anche per attività culturali, una grande biblioteca e luoghi dedicati ad attività di coworking e aggregazione.






