(di Luciano Fioramonti)
Un altro modo di raccontare Roma, con l'occhio degli artisti che ne hanno descritto le atmosfere e i cambiamenti tra le due guerre del Novecento.
Un percorso che testimonia anche il legame affettivo di pittori e scultori con lo scenario urbano e gli ambienti privati di una vita.
Il Museo della Scuola Romana riapre le porte ai visitatori il 16 settembre dopo un riallestimento delle sale all' ultimo piano del Casino Nobile di Villa Torlonia e l' arrivo di nuove opere per la mostra ''Sguardi sulla città''. Il progetto, promosso e curato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ha riguardato le 150 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe di Antonietta Raphaёl, Mario Mafai, Scipione, Mirko Basaldella, Leoncillo, Renzo Vespignani, Ferruccio Ferrazzi, Fausto Pirandello, Toti Scialoja, Katy Castellucci, Carlo Levi, Alberto Ziveri. Accanto agli esponenti del Realismo magico e del Ritorno all'ordine come Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Francesco Trombadori, Gisberto Ceracchini, Carlo Socrate, Mario ed Edita Broglio, Giuseppe Capogrossi, Nino Bertoletti, Quirino Ruggeri, e del Tonalismo espresso da Roberto Melli ed Emanuele Cavalli.
Alla mostra inaugurale ha contribuito anche Bnl Bnp Pariba concedendo anche la serie delle vedute della capitale conosciuta come 'Collezione Roma' pensata da Cesare Zavattini nell' immediato dopoguerra per il produttore cinematografico Ferruccio Caramelli: 54 opere di piccole dimensioni (cm 20x26) dedicate alla città e realizzate tra il 1946 e il 1948 da autori del calibro di Afro a Mafai, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Fausto Pirandello, Renzo Vespignani.







