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Davide Stoppini, inviato a Pescara

Max non trattiene l'emozione per il riconoscimento intitolato al suo vecchio maestro. A Pescara vive emozioni contrastanti, dall'amarezza per il flop al Milan alla gioia per l'ok di De Laurentiis

Il volto di una persona racconta sempre. Il sorriso ancora di più, è una carta d’identità. Sala consiliare del comune di Pescara, Max Allegri ha appena finito di asciugare lacrime lunghissime, perché il premio Galeone che riceve è in realtà una carezza e un pugno al cuore nello stesso tempo, considerato il rapporto profondo che c’era — anzi, c’è — tra i due. Ore 18.15, il sorriso appunto. Perché Max apre il telefono e legge un messaggio che gli parla di Napoli: è tutto fatto, ora la sa anche Allegri la notizia davanti a 500 persone che hanno gli occhi puntati su di lui.

«Pescara è nu film», dicono da queste parti. E pure le ore pescaresi di Max lo sono state. Arrivato in città mercoledì sera, una marea di amici da salutare. E una cena un po’ così, nella vicina Montesilvano, quando la testa era ancora al divorzio col Milan, ai dissapori con Ibrahimovic, al rammarico per quel punto in classifica che è mancato per la Champions e che sì, è il vero grande rimprovero che si fa. E il Napoli? No, sensazioni negative, non c’è convinzione nei suoi occhi, in quel volto di cui sopra. Ma la notte porta consiglio. Mica a lui, a qualcun altro evidentemente.