C’è stato qualcosa di miracoloso nella prima edizione del premio Giovanni Galeone. Ieri pomeriggio, nella sala consiliare del Comune di Pescara, il ricordo del tecnico ha unito il calcio italiano. Come una grande famiglia che, per un attimo, ha messo da parte quelle divisioni che ogni fine settimana sconquassano il mondo del pallone. C’era Massimiliano Allegri, primo discepolo del profeta che rese Pescara leggenda. “Gale ci guarda da lassù”, si è commosso Max, ricevendo il riconoscimento. “Sicuramente vedrà quanto è amato da questa città. Si merita tutto questo affetto, perché ha lasciato un ricordo straordinario”.

Allegri riceve in lacrime il premio dedicato al maestro Galeone: "Era un precursore"

Quel messaggio: “Non smettere di allenare”

Poi la confessione: “Qualche tempo fa Giovanni mi ha mandato un messaggio: ‘Massimiliano, non smettere di allenare’”, il ricordo di Allegri, che, per rispetto, ha evitato le domande sul prossimo futuro al Napoli, la città di Galeone. Assente invece l’altro tecnico premiato, il romanista Gian Piero Gasperini, anche lui figlio calcistico del Profeta. A consegnare le targhe celebrative è stata la signora Annamaria, vedova di Giovanni. Nel corso della serata, condotta da Daniele Barone e Grazia Di Dio, i giornalisti Riccardo Cucchi, Paolo Condò e Francesco Saverio Intorcia hanno ribadito l’unicità di Gale, i suoi valori, la sua voglia di valorizzare i giovani. Insegnamenti da conservare, quindi. È per questo che tre storiche firme abruzzesi come Walter Nerone, Pierpaolo Marchetti e Rocco Coletti hanno deciso di organizzare il premio Galeone.