Il riposo come parte della cura, della prevenzione e della qualità della vita. È da questa idea che nasce “Il riposo che cura”, il progetto presentato ieri mattina nella sede della Fondazione Santa Chiara di via Paolo Gorini, formulato per ripensare il modo in cui vengono assistite le persone anziane portatori di fragilità all’interno delle strutture residenziali. L’iniziativa, sostenuta attraverso il Bando Sociale 2026 della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, punta infatti a trasformare il concetto di riposo da semplice necessità fisiologica a vero e proprio strumento terapeutico.
Nel concreto il progetto prevede l’introduzione di 13 letti tecnologici avanzati e di sei sensori “Safety Bed” per il monitoraggio dei movimenti degli ospiti, strumenti che permetteranno di aumentare sicurezza e comfort, riducendo il rischio di cadute e limitando pratiche contenitive. La sperimentazione partirà nel reparto Fiordalisi della Rsa Santa Chiara.
Il costo complessivo dell’intervento supera i 30mila euro. Di questi, 15mila arriveranno dal contributo della Fondazione Comunitaria, oltre 8mila euro saranno coperti dalla stessa Fondazione Santa Chiara, mentre il restante sarà sostenuto attraverso una raccolta fondi aperta al territorio, attiva fino al prossimo 15 luglio.











