HomeReggio EmiliaCronacaFiumi di droga dal Sudamerica. L’Appello non fa alcuno sconto. Pene quasi tutte confermateIl processo ‘Aspromonte emiliano’ a carico di 31 imputati accusati di narcotraffico e riciclaggio. Per Francesco Silipo resta la condanna a 18 anni, tra le più pesanti. Caduta l’aggravante mafiosa.Il processo ‘Aspromonte emiliano’ a carico di 31 imputati accusati di narcotraffico e riciclaggio. Per Francesco Silipo resta la condanna a 18 anni, tra le più pesanti. Caduta l’aggravante mafiosa.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl processo di secondo grado scaturito dall’operazione ‘Aspromonte emiliano’, a carico di 31 imputati che hanno scelto il rito abbreviato, è culminato ieri nella sentenza che ha visto la conferma delle condanne per tutti e un paio di concordati raggiunti tra Procura generale e difese. L’inchiesta della Finanza di Bologna, coordinata dal pm della Dda Roberto Ceroni, culminò nel maggio 2023 in 41 misure cautelari a carico di persone ritenute esponenti della criminalità organizzata di Reggio Calabria e Crotone, in affari coi cartelli della droga di Colombia, Perù e Bolivia. Furono sequestrati 87 chili di droga, ma l’organizzazione ne avrebbe movimentato 1,7 tonnellate durante il lockdown. La nostra provincia era la base per smistare stupefacenti a livello internazionale. Fu individuato un gruppo cinese che faceva pagamenti verso il Sudamerica con il ‘fen ch’ien’, sistema di trasferimento con cui sarebbero stati ripuliti 5 milioni di euro. Le accuse includono associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, sequestro di persona a scopo di estorsione e armi. Era inizialmente contestata anche l’aggravante mafiosa di aver agevolato la consorteria Romeo-Staccu di San Luca (Reggio Calabria), che è caduta all’esito del processo di primo grado Il verdetto di ieri è stato emesso dalla Corte d’Assise d’Appello presieduta dal giudice Domenico Pasquale Stigliano, a latere Stefania Di Rienzo e i membri popolari. In passato il sostituto procuratore generale Stefano Orsi chiese la conferma del primo grado. I giudici ieri hanno confermato la condanna per i quattro ritenuti promotori del sodalizio. La Dda ha individuato il vertice in Giuseppe Romeo (1986) di Locri. Latitante in Spagna dal 2018 e arrestato nel 2021, avrebbe fatto arrivare centinaia di chili di droga al mese: per lui la Corte ha confermato 20 anni. Anche Francesco Silipo (1988), nato a Crotone e residente a Gualtieri (fratello di Salvatore Silipo, ucciso il 23 ottobre 2021 nell’officina Dante Gomme a Cadelbosco Sopra) si è visto confermare 18 anni. Per Pietro Costanzo (1992), nato a Catanzaro, 20 anni e per Giuseppe Condello (1970), nato a Taurianova (Rc), 18 anni. Concordato per Rosario Costanzo (1964), residente a Quattro Castella, a 6 anni e 8 mesi (in primo grado 8 anni) e Giovanni Generoso (1994), di Gualtieri, a 6 anni (prima erano 7 anni). Piccolo alleggerimento della pena a Massimiliano Masi: 9 anni e 10 mesi (da 10 anni). Per Francesco Procopio (1983) pena rideterminata a 14 anni in continuazione con altra sentenza (in primo grado 12 anni). Numerose le persone della nostra provincia coinvolte a processo. Tra queste, conferma per Gennaro Lonetti (1987) di Gualtieri, condannato a 15 anni; 14 anni a Giuseppe Cistaro (1979) di Sant’Ilario; 12 anni a Nertil Hoxhaj (1985), albanese, e ad Alessio Drago (1993), entrambi di Cadelbosco; 10 anni a Claudio Fava (1982) di Reggio. All’ex carabiniere Costanzo Sanna (1963) di Reggiolo, che ha avuto 6 anni e 8 mesi.
Fiumi di droga dal Sudamerica. L’Appello non fa alcuno sconto. Pene quasi tutte confermate
Il processo ‘Aspromonte emiliano’ a carico di 31 imputati accusati di narcotraffico e riciclaggio. Per Francesco Silipo resta la condanna a 18 anni, tra le più pesanti. Caduta l’aggravante mafiosa.









